:.. RACCONTI DI VIAGGIO :.. FASCINO AMBIENTALE E MONUMENTALITA’ NELLA TUNISIA ROMANA :..

AFRICANORDAFRICATUNISIA  :.. L’IMPERO DI ROMA IN AFRICA

:.. AFRICA PROCONSULARIS (Provincia romana) :.. Anfiteatro romano di El Jem

Roma estese i confini del suo impero, dalla Penisola Iberica fino al Golfo Persico, dalla Scozia fino all’Egitto.

Attraverso campagne militari, Roma imponeva alle città conquistate il suo ideale imperiale basato sul suo sistema amministrativo, sull’occupazione di territori e la conseguente conquista e la sua cultura.

Nei luoghi conquistati Roma istituiva scuole dove si imparava il latino, costruiva porti, ponti e strade necessarie si alla sua espansione ma allo stesso tempo importanti per la crescita e lo sviluppo stesso delle città conquistate.

L’impero, con l’introduzione di nuove tecniche agricole e sfruttando le risorse locali, sviluppò il commercio: Roma esportava una grande quantità di prodotti e generi di lusso ma allo stesso tempo importava oro e argento dalla Spagna, granito e marmi policromi dall’ Africa, formaggi dalla Francia ed enormi quantità di grano dall’ Egitto.

I Romani, con il loro senso pratico, inventarono diversi materiali come il calcestruzzo dato dalla mescolanza di calce, sabbia vulcanica o pozzolana e acqua, utilizzandolo per dare maggiore solidità agli edifici rendendo possibile anche la costruzione di archi e volte.

L’architettura era diventata uno strumento di propaganda politica grazie all’inserimento di materiali pregiati e grazie all’utilizzo di un razionale linguaggio decorativo ed epigrafico sia a Roma che nelle città dell’Impero.

Ogni governatore romano doveva realizzare per ciascuna provincia, mediante fondi pubblici,  progetti edilizi in diverse copie da proporre sia nelle province dell’Impero che a Roma stessa e viceversa.

A partire da Roma tutte le città dell’impero ebbero lo stesso impianto a scacchiera che prevedeva la costruzione di basiliche, ponti, strade, edifici amministrativi, terme, teatri, anfiteatri, circhi, templi sia di culto romano che di culti locali, archi di trionfo, statue equestri, scuole e portici e il tutto ruotava intorno al foro, cuore della città, mentre le città sorte intorno a nuclei indigeni preesistenti, come Thuburbo Maius e Dougga, si adattarono a tracciati irregolari o vi si sovrapposero.

La Tunisia, prima dell’arrivo dei Fenici e poi dei Romani, era abitata dalla popolazione indoeuropea dei Numidi che fondarono le città di Uthica e Cartagine anche se è con i Fenici che il paese assunse un ruolo di prim’ordine nel Mediterraneo: Cartagine passerà alla storia per la guerra contro Roma.

Prima della sconfitta definitiva inferta da Roma del 146 a. C., fu grande la potenza di Cartagine, estesa a tutto territorio e rintracciabile anche nei costumi funerari e nelle architetture tipicamente fenicie.

Le poche tracce artistiche della Cartagine punica sono rappresentate dalle estese necropoli come quella di Capo Bon e il tipico topher, il santuario fenicio dove si compivano sacrifici umani.

Tuttavia la dominazione romana contribuì allo sviluppo agricolo e urbano: molte città erano sorte sui colli per ragioni difensive.

I templi ripetevano il modello romano ma erano chiusi dal peribolo di matrice punica.

Tra gli elementi architettonici oltre ai teatri, gli odeon di Cartagine e Dougga e i 25 anfiteatri come quello di El Jem a Thysdrus, la Tunisia era ricca di porte monumentali ad uno o a tre fornici come quelli di Maktar o di Sufetula.

:.. AUTORE: ALESSANDRO FAGIOLO  :.. FOTO: ALEX IL VIAGGIATORE :.. CONTINUA IL VIAGGIO