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Alex il Viaggiatore2022-07-08T09:23:01+00:00

Alex il Viaggiatore

I MIEI VIAGGI VI PARLANO DI ME

Nel corso degli anni, attraverso innumerevoli scatti fotografici e disegni, ho raccolto sensazioni ed esperienze di vita reale che mi hanno portato a lanciare sul web il mio nome d’arte “Alex il Viaggiatore”

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Novembre 5th, 2026|

            .:. Alex il Viaggiatore e la Tomba del Faraone Nero .:. "L'Egitto nasconde segreti che il tempo non può cancellare! Se la pergamena non mente, l'ingresso segreto è proprio sotto la sfinge." .:. .:.     .:. Il Racconto: La Notte del Solstizio .:. La sabbia fine del deserto di Giza si infilava ovunque, ma Alex il Viaggiatore non ci faceva quasi più caso. Si sistemò il colletto della sua sahariana marrone, un modello che andava molto di moda in quell'autunno fine anni '70, e si passò una mano tra i folti capelli neri, spettinati dal Khamsin, il secco vento del deserto. I suoi occhi marroni analizzavano ogni centimetro della pietra millenaria davanti a lui, cercando un segno, una fessura, qualsiasi anomalia strutturale. La radio a transistor che teneva nello zaino gracchiava una canzone dei BEATLES, la cui eco si perdeva nell'immensità della piana monumentale. L'Egitto di quegli anni era un crocevia di spie, archeologi hippy e cacciatori di tesori senza scrupoli. Alex apparteneva a una categoria a parte: era un idealista dell'avventura, un uomo che viveva per l'adrenalina della scoperta. Consultò un'ultima volta la mappa acquistata a caro prezzo da un vecchio mercante del bazar di Khan el Khalili. Il testo in arabo antico parlava del "Faraone Nero", un sovrano eretico cancellato volutamente  dalle cronache ufficiali della storia egizia. Secondo i calcoli astronomici che Alex aveva effettuato sul suo taccuino, l'allineamento perfetto delle stelle di quella notte avrebbe rivelato la camera sotterranea nascosta. Quando l'ultimo raggio di sole scomparve dietro la sagoma della seconda piramide, l'ombra della Sfinge si allungò a dismisura sul terreno arido. Nel punto esatto in cui la punta dell'ombra andava a morire, Alex notò un leggero cedimento del suolo. Cominciò a scavare freneticamente con le mani, ignorando la fatica. A pochi decimetri di profondità, le sue dita incontrarono la superficie fredda e levigata di una lastra di basalto nero coperta di geroglifici mai visti

:.. IN VIAGGIO CON ALEX IL VIAGGIATORE IN ARGENTINA :.. Il vento alla fine del mondo :.. Diario della mia avventura argentina :.. :.. TRAVELING WITH ALEX IL VIAGGIATORE IN ARGENTINA :.. The wind at the end of the world :.. Diary of my Argentine adventure

Novembre 5th, 2026|

                        .:. Capitolo 1: Il battito urbano e la polvere del Nord .:. Tutto ha inizio a Buenos Aires. La capitale mi accoglie con il suo mix stordente: sembra di camminare tra i viali di Parigi o le strade di Barcellona, ma con un'energia puramente sudamericana. Giusto il tempo di respirare il profumo di un asado a San Telmo e perdersi tra le case colorate di La Boca, e la vera avventura chiama verso nord. Il salto è drastico. Voliamo a Salta, "La Linda". Noleggiamo un fuoristrada per percorrere un tratto della leggendaria Ruta 40. Qui l'aria si fa rarefatta e il paesaggio si trasforma nel regno della Puna andina. Guidare tra i deserti d'alta quota, circondati da cactus secolari nel Parco Nazionale Los Cardones, dà una vertigine di assoluta libertà. Quando raggiungiamo le distese accecanti delle Salinas Grandes, il silenzio è così profondo da sembrare solido. Sotto un cielo di un blu cobalto innaturale, capisco che l'Argentina non è un Paese da visitare, ma una terra che ti impone i suoi ritmi primitivi. .:. Capitolo 2: Il ruggito verde di Iguazú .:. Dal deserto di sale alla foresta subtropicale. Un volo interno ci catapulta al confine nord orientale, nel cuore del Parco Nazionale dell'Iguazú. L'umidità ti si incolla addosso e l'aria vibra prima ancora di vedere l'acqua. Poi, eccola: la Garganta del Diablo. Le Cascate dell'Iguazú si mostrano in tutta la loro devastante potenza. Saliamo a bordo di un gommone bimotore che sfida le correnti del fiume, spingendosi fin sotto i panni d'acqua nebulizzata delle cascate. Usciamo completamente inzuppati, infreddoliti e con il cuore in gola per l'adrenalina. Lo sguardo si perde in quel treated di oltre duecento salti d'acqua immersi nella giungla, un contrasto violentissimo con l'aridità andina lasciata solo quarantotto ore prima. .:. Capitolo 3: Il regno del ghiaccio e del vento (Patagonia) Ma la vera prova per ogni spirito avventuriero

:.. IN VIAGGIO CON ALEX IL VIAGGIATORE :.. ARTICOLO E ITINERARIO :.. L’IMPERO SOTTO I PIEDI :.. Viaggio nella Roma archeologica invisibile :.. TRAVELING WITH ALEX IL VIAGGIATORE :.. ARTICLE AND ITINERARY :.. THE EMPIRE UNDER YOUR FEET :.. Journey into invisible archaeological Rome

Novembre 5th, 2026|

                        .:. Un itinerario sulla "Roma archeologica invisibile" nei sotterranei  meno noti della Capitale .:. Sotto il caos della metropoli moderna si nasconde una seconda città intatta: chilometri di labirinti, case romane affrescate, templi esotici e acquedotti che continuano a scorrere nel buio, custodi del vero segreto della Città Eterna .:. L'effetto "Lasagna": Perché Roma è costruita sul suo passato .:. Per capire la Roma invisibile bisogna immaginare la città come una stratificazione millenaria. Incendi, alluvioni del Tevere e la tendenza medievale a riutilizzare le fondamenta antiche come base per nuovi edifici hanno letteralmente "sigillato" i secoli precedenti sotto il livello del suolo attuale (spesso profondo dai 5 ai 12 metri rispetto all'epoca romana). Camminare per Roma oggi significa calpestare i tetti del passato. .:. I luoghi di culto proibiti: Il richiamo dell'Oriente .:. La Roma sotterranea non è fatta solo di mattoni, ma di segreti spirituali. Prima del Cristianesimo, la città pullulava di culti misterici orientali che richiedevano l'oscurità. .:. Il Mitreo di San Clemente: Scendendo al terzo livello sotterraneo della basilica, ci si ritrova in un triclinio in pietra dove gli iniziati consumavano banchetti sacri nel nome di Mitra, la divinità persiana del sole. Si sente ancora il rumore dell'acqua che scorre in un antico canale romano sotterraneo: un'esperienza sensoriale potentissima. .:. La Città dell'Acqua: Il Vicus Caprarius .:. A pochi passi dal lancio della monetina a Fontana di Trevi, scendendo di nove metri, si entra nel Vicus Caprarius. Qui non si vedono solo le strutture di un'antica insula (il condominio romano), ma si tocca con mano l'elemento che ha reso grande Roma: l'acqua. L'Acquedotto Vergine, che ancora oggi alimenta la fontana barocca sovrastante, dirama qui le sue acque cristalline all'interno di enormi serbatoi d'epoca imperiale. .:. Case Romane del Celio: Gli affreschi della quotidianità .:. Se Pompei è celebre perché cristallizzata dalla cenere, Roma ha i suoi tesori conservati dalle fondamenta

CATTURO UN MOMENTO E VE LO MOSTRO

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