:.. La “Ruta del Norte Salvaje” :..  Un itinerario stradale che attraversa la Galizia e le Asturie, per chi cerca la solitudine dei fari atlantici, il sapore del sidro artigianale e una natura che toglie il fiato. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Quando

si

pensa

a

un

viaggio

in

auto

in

Spagna,

la

mente

corre

subito

ai

vicoli

bianchi

dell’Andalusia,

alle

spiagge

della

Costa

Brava

o

alle

architetture

avveniristiche

di

Madrid

e

Barcellona.

Ma

c’è

una

Spagna

diversa,

nascosta

dietro

le

quinte

del

turismo

di

massa,

dove

il

sole

lascia

il

posto

a

nebbie

mistiche,

le

chitarre

flamenche

si

trasformano

in

cornamuse

celtiche

e

le

scogliere

si

tuffano

nell’oceano

con

una

violenza

primordiale.

..:..

Il

richiamo

dell’Atlantico:

la

Galizia

dei

confini

del

mondo

..:..

Il

viaggio

comincia

dove

per

secoli

è

finita

la

terra

conosciuta:

Santiago

di

Compostela.

Ma

se

i

pellegrini

qui

si

fermano,

per

i

viaggiatori

on

the

road

questo

è

solo

il

punto

di

partenza.

Lasciata

la

maestosa

Plaza

del

Obradoiro,

bastano

poche

decine

di

chilometri

verso

ovest

per

raggiungere

la

Costa

della

Morte.

A

Muxía,

il

paesaggio

si

fa

drammatico.

Il

Santuario

della

Virxe

da

Barca

sfida

le

onde

dell’oceano

arroccato

su

scogliere

titaniche.

Qui

il

vento

sibila

storie

di

naufragi

e

leggende

celtiche,

mentre

l’odore

di

salsedine

si

attacca

alla

pelle.

Guidando

verso

nord,

la

strada

si

inerpica

fino

a

Cabo

Ortegal.

È

in

questo

esatto

punto

geografico

che

l’Oceano

Atlantico

e

il

Mar

Cantabrico

si

scontrano.

Davanti

agli

occhi

si

stagliano

i

Aguillóns,

tre

imponenti

scogli

neri

che

affiorano

dall’acqua

come

denti

di

un

drago

marino,

delimitando

alcune

delle

scogliere

più

alte

dell’Europa

continentale.

Una

solitudine

magnetica

che

quaggiù,

nel

sud

Europa,

non

crederesti

possibile.

..:..

Architetture

di

roccia

e

borghi

bomboniera

..:..

Il

confine

tra

Galizia

e

Asturie

è

segnato

da

uno

dei

monumenti

naturali

più

incredibili

del

pianeta:

la

Playa

de

Las

Catedrales.

Questa

spiaggia

va

visitata

con

il

cronometro

alla

mano:

solo

durante

la

bassa

marea

l’oceano

si

ritira,

svelando

un

labirinto

di

archi

di

roccia

naturale

alti

oltre

30

metri

che

ricordano

le

navate

di

una

cattedrale

gotica.

Camminare

sulla

sabbia

umida,

sotto

queste

volte

monumentali

mentre

la

marea

torna

a

salire,

è

un’esperienza

quasi

mistica.

Superato

il

confine

asturiano,

il

paesaggio

cambia

ritmo.

Le

scogliere

selvagge

lasciano

spazio

a

piccoli

miracoli

di

urbanistica

marinara.

..:..

Il

più

celebre

è

Cudillero:

un

minuscolo

borgo

di

pescatori

incastonato

in

una

falesia

a

semicerchio.

Le

case,

dipinte

con

accesi

colori

pastello,

sembrano

appoggiate

l’una

sull’altra

come

spettatori

in

un

anfiteatro

romano,

tutte

rivolte

verso

la

piazza

principale

e

il

porticciolo

sottostante.

..:..

Oviedo

e

il

rito

del

Sidro

..:..

Abbandonando

temporaneamente

la

costa,

l’itinerario

penetra

nell’elegante

Oviedo,

la

capitale

delle

Asturie.

Con

il

suo

centro

storico

interamente

pedonale

e

le

sue

chiese

preromaniche

del

IX

secolo

abbarbicate

sul

Monte

Naranco

(patrimonio

UNESCO),

la

città

offre

una

sosta

culturale

raffinata.

Ma

Oviedo

è

soprattutto

la

capitale

morale

della

cultura

del

sidro.

Lungo

Calle

Gascona,

la

via

delle

sidrerie,

si

consuma

ogni

sera

un

vero

e

proprio

rituale

teatrale.

I

camerieri

(gli

escanciadores)

versano

il

sidro

tenendo

la

bottiglia

sopra

la

testa

e

il

bicchiere

sotto

il

fianco,

senza

guardare.

Questo

volo

di

oltre

un

metro

serve

a

fare

“sbattere”

il

liquido

contro

la

parete

del

vetro,

ossigenandolo

e

liberando

l’anidride

carbonica

naturale.

Il

sidro

va

bevuto

immediatamente,

in

un

solo

sorso

(un

culín),

lasciando

l’ultimo

goccio

per

pulire

il

bicchiere

dove

hanno

appoggiato

le

labbra.

..:..

Dai

laghi

glaciali

ai

formaggi

delle

grotte

..:..

Il

finale

della

Ruta

del

Norte

Salvaje

è

un

crescendo

alpino.

Il

Parco

Nazionale

dei

Picos

de

Europa

dimostra

che

le

Asturie

sanno

essere

verticali

e

maestose.

Salendo

lungo

strade

tortuose

e

panoramiche,

si

raggiungono

i

Laghi

di

Covadonga.

A

oltre

 mille

metri

di

quota,

i

laghi

glaciali

di

Enol

e

Ercina

riflettono

le

vette

rocciose

circostanti,

interrotti

solo

dal

suono

dei

campanacci

delle

mucche

al

pascolo.

Poco

sotto,

incastonato

nella

roccia

rosa

accanto

a

una

cascata,

il

Santuario

di

Covadonga

si

presenta

come

un

miraggio

neoromanico

emerso

dai

boschi.

Prima

di

ripartire,

c’è

tempo

per

un’ultima

deviazione

gastronomica

a

Arenas

de

Cabrales.

È

qui,

nelle

grotte

umide

e

fredde

della

montagna,

che

viene

fatto

stagionare

il

Cabrales,

un

formaggio

erborinato

dal

carattere

forte

e

piccante,

perfetto

specchio

della

terra

da

cui

nasce.

..:..

Perché

partire

ora?

La

Ruta

del

Norte

Salvaje

è

la

prova

che

la

Spagna

non

ha

ancora

finito

di

stupire.

È

un

viaggio

per

chi

ama

i

finestrini

abbassati,

la

pioggia

leggera

che

rende

tutto

verde,

il

pesce

freschissimo

mangiato

nei

porti

e

le

strade

dove

l’unico

traffico

è

causato

da

un

gregge

che

attraversa.

Prendi

una

mappa,

noleggia

un’auto

e

vieni

a

scoprire

la

Spagna

che

non

ti

aspettavi.

..:..

AUTORE

E

FOTOGRAFIA

ALESSANDRO

FAGIOLO