Libri sottobraccio e no – Consigli utili e/o blasfemi

Un mattino d’agosto, nel porticciolo di Ponza, sala bordo dun cabinato un distinto e anziano signore.
Stringeva tra le mani una copia di Moby Dick, in edizione economica abbinata a un quotidiano.

Parlando con lo skipper della barca accanto, sventolò il libro ed esclamò: ” Mi è stato consigliato dal giornalaio perchè può essermi utile in caso di incontri con balene”.
Il tono assolutamente serio provoco un sorriso nei presenti.
Aneddoto d’apertura a qualche riflessione dedicata a chi partendo per una vacanza non rinuncia a stipare in valigia, una buona riserva di libri.
Siano esse in barca, in aereo, in treno, in auto, si esclude dall’elenco chi ha scelto il trekking per ovvia considerazione di peso.
Difficile offrire consigli sull’argomento.
Ognuno ha i suoi gusti, molti seguono l’opinione di paludati critici, espressa nelle pagine letterarie di importanti quotidiani, oppure hanno ascoltato il parere dell’amico libraio che non sbaglia mai.
Qui si tenta di offrire un parere su quanto sarebbe bene leggere per conoscere meglio il paese da visitare e le caratteristiche delle genti diverse da incontrare.
Un primo suggerimento qui solo sussurrato; può sembrare blasfemo ma azzardiamo lo stesso non leggere troppo, in proposito, a parte un indispensabile testo del genere guida.
Così limitandosi, all’arrivo nel paese da visitare si svergini o quasi, di fronte alle visioni, agli spettacoli, a quanto da vedere, da conoscere.
Non vuol essere questo, un invito all’ ignoranza se si aggiunge un suggerimento di segno opposto: leggere, il più possibile, dopo il rientro a casa.
Tornati a casa letture approfondite sui luoghi visitati, favoriscono un gradito ritorno sui propri passi.
Tuffi nella storia e nel costume, leggendo testi di saggistica; ma affidandosi anche senza complessi d’inferiorita alla fantasia di scrittori capaci, in un racconto di viaggio, d’avventura,una storia d’amore, per coniugare creatività e documentazione. Verità e fantasia.
Tanto per intenderci, dopo una vacanza nelle isole polinesiane, senza dubbio importante documentarsi su un testo come I Vichinghi d’Oriente, straordinario saggio sui polinesiani di Sir Peter Buk.
Ma far rivivere qualche emozione rileggere una vecchia ma sempre straordinaria novella di Somerset Maugham. Oppure un capolavoro quale L’Isola delle voci di R.L. Stevenson.
Dopo una vacanza in Africa, un rito rileggere Le Nevi del Kilimangiaro di Hemingway.
Ma anche sprofondarsi in uno dei primi romanzi di Wilbur Smith.
Ognuna a suo modo, quelle opere, aiutano a ricordare meglio genti e paesaggi appena visitati.
Interessante, oltre che divertente, la lettura di un poliziesco di Michael Connelly, dopo una settimana trascorsa a Los Angeles.
Le sue indagini nel lato oscuro della metropoli californiana, possono svelare al turista cosa si cela a poca distanza dal Beverly Hills Hotel e dai negozi del Sepulveda Boulevard.
Pidelle guide, mi fido dei narratori del posto.
Quando riesco, prima della partenza e dopo il ritorno leggo i loro libri.
Confessa Dacia Maraini.
Ed ha ragione, ma altrettanto vero che genti e paesi filtrati dalle esperienze personali di un autore di cultura e tradizioni diverse rispetto al luogo che descrive, può offrire una visione assolutamente originale.
La letteratura di viaggio, un genere di origine anglosassone; oggi, però si possono leggere bellissime pagine di scrittori italiani, che hanno girato il mondo più di quanto normalmente si pensi.
I testi asiatici di Tiziano Terzani, i Viaggi di Alberto Moravia – memorabili le pagine sullo Yemen – e poi Pier Paolo Pasolini, Antonio Tabucchi, Giorgio Montefoschi, Claudio Magris.
A eguali precauzioni di lettura prima e dopo una vacanza, si deve ricorrere acquistando o sfogliando volumi fotografici dedicati alle città d’arte, alle isole, alle montagne, alle spiagge o ai fondali dove stiamo per recarci.
Meglio non sfogliarli e consultarli prima del viaggio, perchè il fotografo che ha lavorato bene scegliendo la stagione giusta e atteso per giorni la luce migliore prima di uno scatto della sua Hasselblad, avrà messo insieme una raccolta di foto straordinarie.
Il viaggiatore che le avrà ammirate prima di partire, rischia di restar deluso non avendo a disposizione il tempo e il talento del fotografo professionista, e quindi non potrà godere appieno delle affascinanti immagini che comunque la realtà dell’isola, della montagna o della spiaggia, gli riservano.
Viceversa, di ritorno dalla vacanza, aprire il volume fotografico e ripercorrere luoghi abilmente ritratti, permette un ritorno a quanto vissuto.
Le belle immagini cancelleranno ricordi fastidiosi, i giorni di maltempo o la permanenza sulla magnifica spiaggia funestata dalle vespe o da una famiglia con prole numerosa e maleducata.
di Folco Quilici